Guida pratica alla creazione di un deposito complementare: come trasmettere una busta che eccede i 30mb.

deposito complementare

Questo articolo relativo alla predisposizione del c.d. deposito complementare modifica e sostituisce la vecchia guida (pubblicata qui –> https://www.iapicca.com/2015/01/06/come-depositare-telematicamente-atti-processuali-eccedenti-i-30-mega-guida-pratica/ ) basata sulle precedenti linee guida del Ministero Giustizia – DSGIA 08.07.14 -> scaricabili qui.

Il problema del deposito complementare, quindi, è ancora attuale, perchè i limiti di dimensione massima della busta telematica (30 megabyte) previsti dall’art. 13, comma 8, del Dm 44/2011 e dell’articolo 14, comma III delle “Specifiche tecniche” adottate con provvedimento 16 aprile 2014 del responsabile per i sistemi informativi automatizzati, sono tuttora in vigore.

Le nuove linee guida (pubblicate con nota DGSIA del 28/3/18 –> scaricabile qui), però, consentono all’utente “di effettuare un deposito multiplo, per qualsiasi tipo di procedimento e per qualsiasi tipologia di atto“, predisponendo una sola iscrizione che poi, in caso di superamento del limite di 30 MB, verrà diviso automaticamente in più buste (deposito complementare).

Ovviamente tali buste, per essere considerate tempestive, ai sensi dall’art. 51 del DL 90/14 dovranno essere trasmesse e depositate (con produzione di una ricevuta di consegna – RAC) entro le ore 23:59 del giorno di scadenza.

Il termine perentorio del deposito è stato pure confermato da una nota pronuncia della Suprema Corte (n° 31474/2018) che ha stabilito “ove la costituzione avvenga mediante l’invio di un messaggio di posta elettronica certificata eccedente la dimensione massima stabilita nelle relative specifiche tecniche il deposito degli atti o dei documenti può sì avvenire mediante gli invii di più messaggi di posta elettronica certificata – ai sensi dell’art. 16-bis, comma 7, d.l. 18 ottobre 2012 n. 17 convertito con modificazioni dalla l. 17 dicembre 2012 n. 221, come modificato dall’art. 51, comma 2, d.l. 24 giugno 2014 n. 90 convertito con modificazioni dalla l. 11 agosto 2014 n. 114 -, a patto che gli stessi siano coevi al deposito del ricorso ed eseguiti entro la fine del giorno di scadenza. E per invii coevi si devono intendere gli invii strettamente consecutivi, di modo che non si presta a censure di sorta la statuizione impugnata laddove ha tenuto conto soltanto della documentazione depositata lo stesso giorno della costituzione in giudizio, escludendo invece quella trasmessa, non certo in maniera immediatamente successiva, a distanza di uno o due giorni”.

Guida pratica alla creazione di un deposito complementare

PROCEDURA CON SLPCT

La procedura è utilizzabile con ogni tipo di sistema (SICID e SIECID), quindi sia per procedimenti civili che di esecuzione forzata-VG.

1. compilare i dati anagrafici del procedimento, come si fa di solito.

2. caricare tutti i file che dovranno comporre l’iscrizione/deposito. In basso a sinistra (freccia rossa) il programma rende disponibile la ‘stima’ automatica della probabile dimensione del deposito. Se supera i 30 MB, qualche allegato dovrà ‘finire’ in un deposito complementare. Vediamo come fare.

deposito complementare

3. selezionare l’allegato che ha le dimensioni maggiori (es. freccia azzurra) e poi cliccare su Varia (freccia gialla). Si aprirà la finestra di ‘Modifica allegati’: dal menu a tendina posto sotto la voce ‘Tipo allegato’, selezionare deposito complementare. NB. Il programma, per ovvi motivi, non consente di inserire nel deposito secondario né l’atto principale, né la procura.

deposito complementare

4. seguire la stessa operazione di cui al punto precedente con gli altri file fino a quando la stima della busta (freccia rossa) non scenderà sotto i 30 MB. NB. i file inseriti nel deposito complementare avranno la ‘graffetta’ di colore giallo (freccia rosa). Non ci resta che firmare e creare la busta (ovvero le buste).

deposito complementare

5. il redattore automaticamente distribuirà i file in buste con dimensione consentita, cioè entro i 30 MB. Per ogni busta, sempre in automatico, predispone il modulo ‘datiatto’ in formato xml (freccia viola) che contiene i riferimenti per ‘unire’ tutte le buste in un unico deposito. Non ci resta, quindi, che firmare e creare le buste.

deposito complementare

6. dopo aver completato la procedura di creazione della busta, il redattore, sempre in automatico ci avviserà di avere, oltre all’invio principale, creato altre 3 buste di ‘deposito complementare’. Non ci resta che cliccare su CREA BUSTA (freccia verde).

deposito complementare

7. questa è la fase più delicata. Una finestra di pop up preciserà che i depositi dovranno essere spediti uno per volta. E’ importante accertarsi, prima di spedire il deposito successivo (cliccando sul singolo deposito, a partire dal primo), che sia ‘tornata’ la ricevuta PEC di CONSEGNA (ove possibile, attendere la prima PEC di ESITO CONTROLLI AUTOMATIZZATI) riferita al precedente invio.

deposito complementare

8. Riassumendo, è NECESSARIO spedire prima il DEPOSITO PRINCIPALE. Una volta ricevuta la PEC di CONSEGNA relativa al deposito principale, passare al deposito complementare n. 1. Dopo avere ricevuto la PEC di consegna del deposito complementare n. 2, passare al successivo (e così via).

9. Una volta che le singole buste saranno accettate dalla cancelleria, risulterà eseguito un solo deposito comprensivo di tutti i file. NB: è importante ai sensi dall’art. 51 del DL 90/14 che tutte le buste siano trasmesse e depositate (con produzione di una ricevuta di consegna – RAC) entro le ore 23:59 del giorno di scadenza, altrimenti l’iscrizione sarà considerata tardiva.

Note a piè di pagina
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About Michele Iapicca 301 Articoli
Ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Messina nel 2001. Ha svolto la pratica forense presso lo Studio Legale Provenzano in Cosenza, conseguendo l’abilitazione nel 2003. E’ iscritto all’albo dei Conciliatori presso la Camera di Commercio di Cosenza ed è attualmente Conciliatore presso lo stesso Ente. E’, altresì, iscritto nell’albo degli Arbitri presso la Camera Arbitrale ‘C. Mortati’ della CCIAA di Cosenza. Il suo nominativo è presente sia nell’albo dei difensori di ufficio che in quello del gratuito patrocinio per i non abbienti (nella sezione diritto civile). Si occupa prevalentemente di processo telematico, diritto civile, fallimentare, separazioni e divorzi, appalti, infortunistica in generale, recupero crediti ed esecuzioni, diritto tributario, consulenza specialistica ad imprese.