Udienze virtuali: 1) Microsoft Teams.

udienza in videoconferenza

MATER ARTIUM NECESSITAS“.

Capita spesso che in seguito ad eventi tragici, si aguzzi l’ingegno, cercando e di conseguenza trovando soluzioni a problemi apparentemente irrisolvibili. Uno di questi problemi, almeno nel ‘mondo giudiziario’ è l’avversione, di avvocatura e magistratura, per le nuove tecnologie, senza le quali, invece, in questo terribile periodo, saremmo rimasti sicuramente più isolati, persi in ‘una quarantena infinita’.


INDICE

  1. COME FUNZIONA MICROSOFT TEAM
  2. COME CONFIGURARE MICROSOFT TEAM
  3. COME CONFIGURARE UN TEAM
  4. COME AGGIUNGERE ED INVITARE GLI AVVOCATI
  5. SVOLGIMENTO DELL’UDIENZA
  6. CONCLUSIONI

Articolo scritto in collaborazione con la Camera Civile di Cosenza ‘Stefano Rodotà’ – > www.cameracivilecosenza.it

Clicca qui per scaricare il tutorial in pdf – a cura della Camera Civile di Cosenza.


Premessa.

In conseguenza all’emergenza COVID-19 il Governo italiano, anche per non bloccare del tutto il Paese, ha provveduto ad emanare atti normativi volti a ‘virtualizzare’ alcune attività produttive e professionali, comprese quelle erogate dalla P.A..

In particolare l’art. 1 comma I n. 6) del DPCM dell’11/3/20 ha stabilito “6) Fermo restando quanto disposto dall’art. 1, comma 1, lettera e), del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020 e fatte salve le attivita’ strettamente funzionali alla gestione dell’emergenza, le pubbliche amministrazioni, assicurano lo svolgimento in via ordinaria delle prestazioni lavorative in forma agile del proprio personale dipendente, anche in deroga agli accordi individuali e agli obblighi informativi di cui agli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81 e individuano le attivita’ indifferibili da rendere in presenza“.

Relativamente, poi, al settore giudiziario, con il D.L. n. 11/20, oramai scalzato dal recentissimo D.L. n. 18/20, all’art. 2 comma II lett. f), si dava la possibilità, ai capi dei singoli uffici giudiziari, di prevedere “...lo svolgimento delle udienze civili che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori e dalle parti mediante collegamenti da remoto individuati e regolati con provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia. Lo svolgimento dell’udienza deve in ogni caso avvenire con modalita’ idonee a salvaguardare il contraddittorio e l’effettiva partecipazione delle parti. Prima dell’udienza il giudice fa comunicare ai procuratori delle parti ed al pubblico ministero, se e’ prevista la sua partecipazione, giorno, ora e modalita’ di collegamento. All’udienza il giudice da’ atto a verbale delle modalita’ con cui si accerta dell’identita’ dei soggetti partecipanti e, ove trattasi di parti, della loro libera volonta’. Di tutte le ulteriori operazioni e’ dato atto nel processo verbale.”.

Puntuale, quindi, è arrivato il preannunciato provvedimento del Direttore Generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della Giustizia del 10 marzo 2020, che ha stabilito: 1) per le udienze civili (art. 2) Nell’ipotesi prevista dall’art. 2, comma secondo, lett. f), del Decreto legge 8 marzo 2020, n. 11, le udienze civili possono svolgersi mediante collegamenti da remoto organizzati dal giudice utilizzando i seguenti programmi attualmente a disposizione dell’Amministrazione e di cui alle note già trasmesse agli Uffici Giudiziari (prot. DGSIA nn. 7359.U del 27 febbraio 2020 e 8661.U del 9 marzo 2020): Skype for Business; Teams. I collegamenti effettuati con i due programmi su dispositivi dell’ufficio o personali utilizzano infrastrutture di quest’amministrazione o aree di data center riservate in via esclusiva al Ministero della Giustizia“; per le udienze penali (art. 3)Le udienze penali di cui al settimo comma dell’art. 2 del Decreto Legge 8 maggio 2020, n. 11, si svolgono, ove possibile, utilizzando gli strumenti di videoconferenza già a disposizione degli uffici giudiziari e degli istituti penitenziari ai sensi dell’art. 146-bis del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271. In alternativa, possono essere utilizzati i collegamenti da remoto previsti dall’art. 2 del presente provvedimento laddove non sia necessario garantire la fonia riservata tra la persona detenuta, internata o in stato di custodia cautelare ed il suo difensore e qualora il numero degli imputati, che si trovano, a qualsiasi titolo, in stato di detenzione in luoghi diversi, consenta la reciproca visibilità“.

Infine, l’art. 84 dell’ultimo D.L. 18/2020 ha stabilito: al comma VI che “per contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e contenerne gli effetti negativi sullo svolgimento dell’attività giudiziaria, per il periodo compreso tra il 16 aprile e il 30 giugno 2020 i capi degli uffici giudiziari, sentiti l’autorità sanitaria regionale, per il tramite del Presidente della Giunta della Regione, e il Consiglio dell’ordine degli avvocati, adottano le misure organizzative, anche relative alla trattazione degli affari giudiziari, necessarie per consentire il rispetto delle indicazioni igienico-sanitarie fornite dal Ministero della salute, anche d’intesa con le Regioni, dal Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, dal Ministero della giustizia e delle prescrizioni adottate in materia con decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, al fine di evitare assembramenti all’interno dell’ufficio giudiziario e contatti ravvicinati tra le persone. Per gli uffici diversi dalla Corte suprema di cassazione e dalla Procura generale presso la Corte di cassazione, le misure sono adottate d’intesa con il Presidente della Corte d’appello e con il Procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’appello dei rispettivi distretti; al comma VII che “per assicurare le finalità di cui al comma 6, i capi degli uffici giudiziari possono adottare le seguenti misure: <omissis> f) la previsione dello svolgimento delle udienze civili che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori e dalle parti mediante collegamenti da remoto individuati e regolati con provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia. Lo svolgimento dell’udienza deve in ogni caso avvenire con modalità idonee a salvaguardare il contraddittorio e l’effettiva partecipazione delle parti. Prima dell’udienza il giudice fa comunicare ai procuratori delle parti e al pubblico ministero, se è prevista la sua partecipazione, giorno, ora e modalità di collegamento. All’udienza il giudice dà atto a verbale delle modalità con cui si accerta dell’identità dei soggetti partecipanti e, ove trattasi di parti, della loro libera volontà. Di tutte le ulteriori operazioni è dato atto nel processo verbale; <omissis> h) lo svolgimento delle udienze civili che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori delle parti mediante lo scambio e il deposito in telematico di note scritte contenenti le sole istanze e conclusioni, e la successiva adozione fuori udienza del provvedimento del giudice“.

Continua, quindi, sebbene al solo fine di evitare ‘contatti tra persone’, il favor del legislatore ‘governativo’, per la virtualizzazione delle udienze civili, mediante l’uso dei software già in uso al Ministero, che sono 1) Microsoft Teams e 2) Microsoft Skype for business.


Udienze virtuali: Microsoft Teams. 1) come funziona Microsoft Teams.

Tra i software già installati sui terminali del Ministero c’è Microsoft Teams che è una piattaforma GRATUITA (le versioni a pagamento consentono la condivisione di file di ampie dimensioni e la possibilità di collegamenti contemporanei illimitati) di comunicazione e collaborazione unificata che combina chat di lavoro persistente, videoconferenze fino a 300 partecipanti, archiviazione di file (inclusa la collaborazione sui file) e integrazione delle applicazioni (es. word, powerpoint, whiteboard, ecc.). Il servizio si integra con la suite di produttività per l’ufficio in abbonamento di Office 365 e include estensioni che possono integrarsi con prodotti non Microsoft (cit. Wikipedia). Teams consente alle comunità, ai gruppi o ai team di unirsi o partecipare a una conferenza tramite un URL specifico o un invito inviato da un amministratore o proprietario del team. Il programma consente, infatti, di chiamare (anche numeri di telefono VoIP e PSTN), videochiamare, inviare messaggi, condividere file e lavagne (desktop), ed infine creare riunioni programmate. Proprio quest’ultima funzione sarà esaminata per ‘simulare’ un’udienza civile.

Il sistema Teams messo a punto da Microsoft (v. pagina ufficiale https://products.office.com/it-it/microsoft-teams/free?market=it) è UNIVERSALE perché funziona con ogni sistema operativo (Windows, MacOs, Linux, Android) ed in generale ‘gira’ su ogni pc dotato di connessione ad internet e quindi di un browser web (Chrome, Firefox, Opera, Edge, ecc) grazie al client web.


Udienze virtuali: Microsoft Teams. 2) come configurare Microsoft Teams.

Anzitutto è opportuno scaricare il programma Teams, oppure eseguirne il relativo client web (cioè usarlo direttamente dal web), visitando l’indirizzo https://products.office.com/it-it/microsoft-teams/free?market=it

Cliccando su ‘ISCRIVITI GRATIS’ si potrà configurare un account Microsoft (è possibile usare anche l’account Live o di Office 360) per poi avviare il client web di Teams. Cliccando, invece, su SCARICA TEAMS il browser reindirizzerà l’utente verso la pagina https://products.office.com/it-it/microsoft-teams/download-app ove poter scaricare direttamente l’app per Windows 10 di Teams oppure richiedere, tramite email, il link per scaricare la versione funzionante su Android, MacOS, Linux.

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FIG. 1

In ogni caso (quindi, sia per usare la versione web che quella software/app) per eseguire Teams è opportuno avere un account Microsoft. Secondo le istruzioni della pagina web ufficiale (https://products.office.com/it-it/microsoft-teams/free?market=it), per procedere oltre e quindi per registrarsi in TEAMS è opportuno inserire un indirizzo di posta elettronica valido.

ATTENZIONE: in ossequio alle disposizioni richiamate in premessa (ed in particolare all’art. 84 DL 18/20 comma VI e VII) allo scopo di semplificare al magistrato il compito di identificare e contattare ‘ritualmente’ i difensori, si consiglia di procedere alla registrazione dell’account di Teams usando l’indirizzo PEC indicato nel ReGinde

Il Reginde è, ai sensi dell’art. 16 comma XII del DL 179/12, uno dei registri ufficiali dai quali poter prelevare indirizzi PEC validi per eseguire rituali notifiche e comunicazioni di cancelleria – per approfondimenti – > https://www.iapicca.com/2016/06/19/pec-dove-e-come-cercare-gli-indirizzi-ufficiali-per-le-notifiche/
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FIG. 2

Ovviamente per procedere oltre con la registrazione, è opportuno scegliere una password per l’account da creare.

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FIG. 2 BIS

Dopo avere inserito la password, il sistema, allo scopo di verificare la validità e l’esistenza dell’indirizzo email (rectius PEC) indicato dall’utente, invia, al medesimo indirizzo di registrazione (quindi sulla PEC), un codice di verifica (c.d. DOUBLE OPT-IN).


ATTENZIONE: ALCUNE PEC NON SONO CONFIGURATE PER RICEVERE EMAIL ORDINARIE. PER TALE MOTIVO E’ OPPORTUNO MODIFICARE LE IMPOSTAZIONI DI QUESTE PEC SEGUENDO LA PROCEDURA APPRESSO DESCRITTA.

Se si dispone, ad esempio, di un account Aruba PEC è opportuno modificare i parametri di gestione posta in ricezione, usando il pannello di controllo PEC all’indirizzo https://gestionemail.pec.it.

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FIG. 3

Una volta avuto accesso al pannello di controllo PEC, nella sezione CASELLA -> COMPORTAMENTO IN CASO DI MESSAGGI NON CERTIFICATI, dal menu a tendina ‘ACCETTA’, è opportuno selezionare ‘TUTTI I MESSAGGI DI POSTA CERTIFICATA E NON CERTIFICATA’.

N.B. Si consiglia di disattivare anche il filtro anti-spam. In questo modo si potrà ricevere, senza problemi, sia il messaggio ordinario di posta elettronica di Microsoft che consente di terminare la procedura di ‘registrazione’ ai servizi Teams (che altrimenti sarebbe respinto, impedendo la registrazione), che il messaggio di invito al gruppo che il sistema Teams invierà, dopo che il magistrato avrà ‘aggiunto’ un ‘membro’ (avvocato) ad una specifica udienza (v. in seguito).

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FIG. 4

Dopo avere ricevuto, sulla casella di posta certificata indicata al momento della registrazione, il messaggio di conferma iscrizione inoltrato automaticamente dal sistema di autenticazione Microsoft, e dopo avere seguito le istruzioni ivi indicate, la pagina web di Microsoft Teams richiederà la compilazione dei campi obbligatori (Nome, cognome, nome utente, paese d’origine, ecc) per poi procedere alla configurazione della ‘dashboard’ (cioè dell’interfaccia utente) di Teams.

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FIG. 5

Udienze virtuali: Microsoft Teams. 3) come configurare un team (ovvero come organizzare un’udienza)

N.B. Si tratta, ovviamente, di istruzioni che dovrà seguire chi crea un ‘team’ (ovvero un ‘gruppo’) di conversazione, cioè il magistrato e/o un conciliatore e/o il Presidente di un Collegio Arbitrale.

In questa ‘simulazione’, l’avvocato potrà aderire alla videochiamata per l’udienza solo se inserito nel gruppo e successivamente invitato dal magistrato che terrà l’udienza (PROPRIETARIO), con le modalità che seguono.

Dopo avere cliccato su PARTECIPA O CREA UN TEAM e su CREA UN TEAM (v. figura 6) si aprirà una nuova finestra per consentire all’organizzatore del ‘team’ (magistrato) di invitare persone.

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FIG. 6

In questa nuova finestra si potrà scegliere se CREARE UN TEAM DA ZERO oppure se PARTIRE DA UN GRUPPO ESISTENTE. Ovviamente deve essere selezionata la prima opzione (CREA UN TEAM DA ZERO).

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FIG. 7

In conseguenza a questa scelta apparirà una nuova finestra che consente all’organizzatore del team di stabilire la ‘riservatezza del gruppo’. Ovviamente trattandosi di un’udienza civile, dovrà essere selezionata l’opzione PRIVATO (v. fig. 8)

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FIG. 8

Nella finestra successiva è possibile inserire, nel campo ‘Nome team’ (freccia n. 1 fig. 9), i dati identificativi dell’udienza da programmare. Nell’esempio che segue, è stato inserito il giorno dell’udienza ed il numero di Ruolo del procedimento da trattare. Nel campo ‘Descrizione’ ad esempio (freccia n. 2 fig. 9) può essere inserito il nome delle parti, del giudice o dei procuratori. L’indicazione del ‘Nome team’ è importante soprattutto al fine di consentire agli avvocati ‘invitati’, secondo la procedura di cui in seguito, di sapere per quale procedimento/udienza sono stati convocati in videoconferenza. Una volta compilati i campi si può procedere alla creazione del ‘team’ ovvero dell’udienza, cliccando su CREA (freccia n. 3 fig. 9).

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FIG. 9

Dopo avere cliccato su CREA, il procedimento di creazione del Team, ovvero dell’udienza, è completo. Non resta che aggiungere ed invitare gli avvocati interessati dalla procedura e dare avvio alla conferenza.


Udienze virtuali: Microsoft Teams. 4) come aggiungere ed invitare gli avvocati.

E’ opportuno, prima di andare oltre nel tutorial, precisare che ai sensi dell’art. 84 comma VII del D.L. n. 18/20 “<omissis> Lo svolgimento dell’udienza deve in ogni caso avvenire con modalità idonee a salvaguardare il contraddittorio e l’effettiva partecipazione delle parti. Prima dell’udienza il giudice fa comunicare ai procuratori delle parti e al pubblico ministero, se è prevista la sua partecipazione, giorno, ora e modalità di collegamento. All’udienza il giudice dà atto a verbale delle modalità con cui si accerta dell’identità dei soggetti partecipanti e, ove trattasi di parti, della loro libera volontà. Di tutte le ulteriori operazioni è dato atto nel processo verbale; <omissis>

Prima di procedere all’inoltro degli inviti, sarebbe opportuno, ai sensi della disposizione sopra citata, che il giudice, per il tramite della cancelleria, ordinasse la comunicazione ai procuratori (per PEC o con biglietto di cancelleria telematico) di avviso di cancelleria recante l’indicazione di giorno, ora e modalità di collegamento. Si ritiene che questa sia l’unica modalità in grado di consentire il rispetto del diritto al contraddittorio delle parti, in quanto ritualmente idonea ad avvisare l’avvocato che dovrà trattare il procedimento, che nel giorno e nell’ora stabilita, dovrà predisporre quanto necessario (cioè l’apertura del programma Teams, con accettazione dell’invito – v. infra) per partecipare virtualmente all’udienza.

Trasmesso l’avviso di cancelleria contenente la comunicazione di cui sopra, prima che l’udienza abbia inizio, il magistrato dovrà aggiungere e poi invitare i procuratori ad unirsi al ‘Team” (ossia all’udienza). Per farlo dovrà (fig. 10) 1) cliccare sui tre puntini verticali accanto al nome del gruppo (freccia n. 1) e da lì sulla voce ‘Aggiungi membro‘ (freccia n. 2); 2) oppure cliccare sulla parte centrale della dashboard sulla voce ‘Aggiungi altre persone‘ (freccia n. 3); 3) oppure sulla voce ‘Invita persone‘ in fondo a sinistra della dashboard (freccia n. 4).

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FIG. 10

Si aprirà, dunque, una nuova finestra (fig. 11) che consente l’inserimento della PEC dell’avvocato da aggiungere (che coincide con la PEC dallo stesso usata per registrarsi a TEAMS). Proprio al fine di evitare problemi sulla ritualità del ‘contraddittorio’, in questa guida è stato consigliato (agli avvocati) di REGISTRARSI usando un indirizzo PEC ufficiale, che poi il magistrato potrà agevolmente reperire (ed usare nella procedura di ‘INVITO’) dal Reginde!

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FIG. 11

Si consiglia, poi, di attribuire all’avvocato AGGIUNTO la qualifica di MEMBRO e non di GUEST. Tanto perché al GUEST è inibita la possibilità di CONDIVIDERE file (es. verbale, note, documenti, ecc) con l’organizzatore della chat (e quindi con il giudice). Per approfondimenti sui poteri ed i privilegi concessi a PROPRIETARI (cioè organizzatore/giudice), MEMBRI e GUEST (soggetti invitati – avvocati e parti), è possibile consultare questa guida esplicativa di Office 365 https://support.office.com/it-it/article/capacit%C3%A0-di-proprietari-del-team-membri-e-guest-in-teams-d03fdf5b-1a6e-48e4-8e07-b13e1350ec7b

In ogni caso, in qualsiasi momento. il proprietario/organizzatore dell’udienza potrà cambiare la qualifica della persona ‘aggiunta’ cliccando sul menu a tendina che appare accanto al relativo nome (v. fig. 12)

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FIG. 12

Per aggiungere altri avvocati, basta segnarne la PEC nel form in alto, e poi premere il tasto AGGIUNGI (fig. 13)

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FIG. 13

Per verificare, infine, se sono stati aggiunti tutti gli avvocati delle parti in causa, dalla schermata principale di Teams, cliccare sull’icona in alto a destra (fig. 14 – freccia n. 1). Si aprirà una ‘tendina’ con l’elenco degli utenti aggiunti (freccia n. 2). In ogni caso nella parte centrale della dashboard il programma segnala ogni modifica e quindi anche ‘l’aggiunta’ dei nuovi membri (freccia n. 3)

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FIG. 14

In alternativa è possibile aggiungere persone anche cliccando sui tre puntini orizzontali accanto al gruppo dell’udienza (freccia 1 – figura 15) e da lì accedere al pannello di GESTIONE TEAM (freccia 2) e poi cliccare su AGGIUNGI MEMBRO (freccia 3) seguendo poi la procedura delle figure 12 e 13.

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FIG. 15

La persona aggiunta, riceverà immediatamente un messaggio di posta elettronica (v. fig. 16) contenente l’invito a partecipare al gruppo (e ad aprire il programma Teams in modo da farlo risultare DISPONIBILE o IN LINEA).

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FIG, 16

Ora non resta che invitare alla videochat le persone in precedenza aggiunte al gruppo. Per farlo è opportuno: 1) iniziare una videoconferenza immediata, cliccando su GENERALE (freccia 1 – figura 17) e poi sull’icona della telecamera (freccia 2);

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FIG. 17

2) si aprirà subito una finestra con la riproduzione video. Si dovrà cliccare su RIUNIONE IMMEDIATA e poi nella sezione di destra, ove apparirà l’elenco delle persone invitate, cliccando sui singoli nomi, dovrà essere selezionata la voce CHIEDI DI PARTECIPARE (v. fig. 18) per ogni singolo membro aggiunto.

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FIG. 18

Il membro (avvocato) invitato, riceverà immediatamente una notifica sulla dashboard (figura 19), con la richiesta di partecipare alla riunione, recante il nome dell’organizzatore dell’incontro (magistrato). Si potrà accettare con video (pulsante VIDEO) o solo con audio (pulsante SOLO VOCE); tuttavia, allo scopo di consentire al magistrato l’identificazione del suo interlocutore, come prescritto dall’art. 84 comma VII del Dl 18/20, sarà opportuno che il procuratore invitato, accetti la videochiamata cliccando SOLO sul pulsante VIDEO.

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FIG. 19

Udienze virtuali: Microsoft Teams. 5) svolgimento dell’udienza.

L’udienza dovrà tenersi nel rispetto delle norme di cui agli artt. 180 e segg. cpc, nonché con le ulteriori prescrizioni dettate dall’art. 84 comma VII del D.L. n. 18/20, secondo cui il magistrato, preventivamente, dovrà verificare l’identità dei soggetti partecipanti, rispettando il contraddittorio. Gli avvocati, quindi, dovranno mostrarsi in video esibendo, ove richiesto, un documento di identità o il tesserino identificativo rilasciato dal COA di appartenenza.

Il giudice potrà pre-caricare un verbale vuoto condividendolo con le parti che saranno in grado, così, di verbalizzare in piena autonomia. Potrà, pure, procedere direttamente alla verbalizzazione usando la propria consolle magistrato (v. in seguito) che avrà facoltà di mostrare agli avvocati con la funzione CONDIVIDI DESKTOP (v. in seguito). La funzione di condivisione file si trova sempre nella sezione GENERALE (freccia 1 – figura 20) del GRUPPO creato dal magistrato. Con i comandi in basso alla dashboard (freccia 2) è possibile avviare una chat testuale (icona con cerchio rosso) scrivendo nel relativo form (freccia 3) ovvero condividere un file per il verbale d’udienza (icona con cerchio giallo) che potrà essere aperto sul computer del magistrato o su un servizio cloud (es Onedrive).

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FIG. 20

A chi scrive, appare più semplice la soluzione che vede nel magistrato il protagonista della verbalizzazione, da eseguire annotando sulla propria ‘consolle’ le dichiarazioni che i procuratori renderanno verbalmente (parlando in videochat) o per iscritto (cioè rese dagli avvocati sulla chat testuale e che poi il magistrato incollerà nel verbale già aperto in consolle – freccia gialla e blu – figura 21). Il magistrato potrà mostrare in tempo reale agli avvocati le operazioni di verbalizzazione, usando il pulsante di CONDIVISIONE (figura 21 cerchio rosso) e poi scegliendo CONDIVIDI DESKTOP (freccia azzurra). Ovviamente in questo caso per ragioni di riservatezza il magistrato dovrà chiudere tutte le altre finestre eventualmente aperte al fine di non mostrarle accidentalmente agli avvocati con i quali condividerà il desktop.

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FIG. 21

In caso di condivisione del desktop da parte del magistrato, la videochat continua ma ridotta ‘ad icona’ sulla parte inferiore destra dello schermo (v. freccia – figura 22). Lo stesso avviene quando il magistrato condivide (fig. 20) il file del verbale con gli avvocati.

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FIG. 22

Finita la verbalizzazione, se è stata scelta la modalità di condivisione del file contenente il verbale, le parti potranno scaricarlo dal menu GENERALE del gruppo (freccia 1 – figura 23), sottopagina FILE (freccia 2). Il file da scaricare dovrà essere selezionato (freccia 4) per poi cliccare sul pulsante download (freccia 3). Ovviamente il verbale che si scarica non è quello ufficiale a firma digitale che, invece, il magistrato, all’esito dell’udienza, caricherà tramite consolle sul PCT in formato .pdf e non .docx (estensione di word).

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FIG. 23

Conclusa l’udienza, il magistrato dovrà eliminare il gruppo creato cliccando sui tre puntini orizzontali accanto al nome del gruppo (freccia 1 – fig. 24), poi su ELIMINA GRUPPO (freccia 2) ed infine ‘flaggando’, nella finestra di pop up che apparirà, l’accettazione dell’eliminazione (freccia 3) e poi sul pulsante ELIMINA TEAM (freccia 4).

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FIG. 24

Udienze virtuali: Microsoft Teams. 6) conclusioni.

Sicuramente non si tratta uno strumento ideato in modo specifico per celebrare le udienze, ma in questo periodo di ‘emergenza’, Microsoft Teams rappresenta di sicuro il programma più adatto per svolgere videoconferenze di gruppo, assicurando le garanzie del DL 18/20. Allo scopo di rendere più semplice e pratico l’uso del programma, si auspica la sottoscrizione/applicazione di ‘protocolli’ specifici, da concordare tra avvocatura e magistratura.

Note a piè di pagina
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About Michele Iapicca 289 Articoli
Ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Messina nel 2001. Ha svolto la pratica forense presso lo Studio Legale Provenzano in Cosenza, conseguendo l’abilitazione nel 2003. E’ iscritto all’albo dei Conciliatori presso la Camera di Commercio di Cosenza ed è attualmente Conciliatore presso lo stesso Ente. E’, altresì, iscritto nell’albo degli Arbitri presso la Camera Arbitrale ‘C. Mortati’ della CCIAA di Cosenza. Il suo nominativo è presente sia nell’albo dei difensori di ufficio che in quello del gratuito patrocinio per i non abbienti (nella sezione diritto civile). Si occupa prevalentemente di processo telematico, diritto civile, fallimentare, separazioni e divorzi, appalti, infortunistica in generale, recupero crediti ed esecuzioni, diritto tributario, consulenza specialistica ad imprese.