Se vuoi accedere subito alla nuova utility – clicca su—-> https://www.iapicca.com/convertire-audio-e-video-per-deposito-telematico/
Sempre più spesso la documentazione che ci viene consegnata dai clienti non è costituita soltanto da PDF, fotografie o documenti, ma anche da messaggi vocali, registrazioni e filmati.
Un audio ricevuto tramite WhatsApp, una registrazione effettuata con uno smartphone Android, un memo vocale dell’iPhone o un video acquisito dal telefono possono avere rilevanza processuale e dover essere allegati a un deposito telematico.
E qui nascono normalmente due problemi.
Il primo è il formato: quello prodotto dal telefono o dall’applicazione utilizzata non è necessariamente uno dei formati ammessi dalle specifiche tecniche del processo telematico.
Il secondo, probabilmente ancora più frequente, è la dimensione del file: pochi minuti di video possono facilmente occupare decine o centinaia di megabyte.
Per risolvere entrambi i problemi ho quindi realizzato una nuova utility gratuita su Iapicca.com:
Converti e dividi audio e video per il PCT
Lo strumento consente di partire dai principali formati generati da WhatsApp, Android, iPhone/iPad e dalle comuni applicazioni di registrazione e messaggistica, convertirli in un formato utilizzabile nel processo telematico e, soprattutto, suddividere automaticamente i file troppo grandi in più parti da 15, 30, 40 o 50 MB.
Il tutto avviene direttamente nel browser, senza caricare audio e video sui server di Iapicca.com.
Perché può essere utile
Facciamo un esempio molto comune.
Il cliente ci consegna un filmato ricevuto tramite WhatsApp da 180 MB.
Potremmo avere la necessità di:
- convertirlo in MP4;
- ridurne, per quanto possibile, le dimensioni;
- evitare di dover utilizzare un secondo programma per tagliarlo;
- ottenere più file sufficientemente piccoli da poter essere gestiti nel deposito telematico.
La nuova utility effettua tutte queste operazioni in un unico passaggio.
Le specifiche tecniche del Ministero della Giustizia ammettono infatti come allegati, per i video, i formati delle famiglie MPEG2 e MPEG4 (.mp4, .m4v, .mov, .mpg, .mpeg) e AVI; per l’audio sono previsti MP3, FLAC, RAW, WAV e AIFF (se vuoi saperne di più clicca su https://www.iapicca.com/2024/09/02/nuove-specifiche-tecniche-in-vigore-dal-30-settembre-2024-audio-e-video-nel-pct/)
Vediamo come funziona.
1. Apriamo il convertitore
Accediamo alla nuova utility – clicca su—-> https://www.iapicca.com/convertire-audio-e-video-per-deposito-telematico/

Non è necessario installare alcun programma.
La conversione viene effettuata direttamente dal browser.
2. Selezioniamo il file ricevuto
Possiamo trascinare il file nell’apposita area oppure fare clic per selezionarlo dal computer.
Non occorre che il file di partenza sia già in un formato ammesso dal PCT.
La utility è predisposta per riconoscere i principali formati audio e video utilizzati da smartphone e applicazioni, tra cui ad esempio:
OPUS, OGG, M4A, AAC, AMR, 3GP, MOV, MP4, WebM, MKV, AVI, MP3, WAV, FLAC e CAF.
Sono quindi gestibili, nei limiti dei codec riconosciuti dal motore di conversione, anche i comuni file provenienti da WhatsApp, iPhone/iPad e dispositivi Android.

Dopo la selezione vengono visualizzati il nome del file e la sua dimensione.
3. Scegliamo se ottenere un video oppure soltanto l’audio
Nel campo “Tipo di uscita” possiamo scegliere:
Video
oppure
Solo audio.
La seconda possibilità può essere particolarmente utile.
Se, ad esempio, abbiamo ricevuto un lungo filmato ma ai fini processuali interessa esclusivamente la conversazione registrata, possiamo estrarre direttamente la traccia audio, evitando di conservare nel file da depositare anche la componente video.
4. Scegliamo il formato
Il programma consente quindi di scegliere il formato di uscita.
Per un normale utilizzo consiglierei principalmente:
MP4 per i video
e
MP3 per le registrazioni audio.
Entrambi rientrano tra i formati espressamente contemplati dall’art. 16 delle specifiche tecniche. Portale Servizi Telematici Giustizia
Naturalmente l’applicazione mette a disposizione anche gli altri formati previsti.
5. Scegliamo quanto devono essere grandi i singoli file
Ed eccoci alla funzione che, a mio avviso, rende lo strumento particolarmente utile per il professionista.
Possiamo scegliere la dimensione massima di ciascuna parte:
15 MB – 30 MB – 40 MB – 50 MB

Perché questa scelta?
Nel procedimento civile le specifiche tecniche stabiliscono attualmente in 60 MB la dimensione massima della busta telematica, vale a dire dell’intero deposito e non semplicemente del singolo allegato. Portale Servizi Telematici Giustizia
Dentro quei 60 MB devono quindi trovare spazio anche l’atto principale, gli altri documenti e gli ulteriori dati della busta.
Per questo non ho impostato automaticamente file da 59 MB.
È molto più prudente lasciare la scelta all’avvocato.
Se dobbiamo depositare anche numerosi altri documenti, potremo ad esempio scegliere:
15 o 30 MB.
Se invece la busta contiene pochi altri allegati, potremo scegliere:
40 o 50 MB.
Personalmente utilizzerei 30 MB come impostazione ordinaria, proprio per conservare un margine sufficiente per gli altri documenti del deposito.
6. Premiamo “Converti”
A questo punto non resta che fare clic su:
CONVERTI
Il programma analizza il file, lo converte nel formato scelto e controlla automaticamente la dimensione del risultato.
Se il file rientra già nella soglia indicata, viene semplicemente messo a disposizione per il download.
Se invece la supera, inizia automaticamente la suddivisione.
7. Il file è troppo grande? Ci pensa il programma
Supponiamo di avere scelto come soglia:
30 MB
e che il file ottenuto dopo la conversione sia molto più grande.
La utility lo suddivide automaticamente producendo:
convertito-parte-01
convertito-parte-02
convertito-parte-03
e così via.
Ogni parte viene controllata affinché rimanga entro la dimensione selezionata. Nei video il punto esatto di separazione può dipendere dai fotogrammi chiave del filmato.
Accanto a ogni file viene mostrata anche la relativa dimensione.
Non dobbiamo quindi aprire un programma di montaggio video, individuare manualmente i minuti in cui tagliare il filmato, esportare le singole parti e controllarne una per una il peso.
Il lavoro viene svolto automaticamente.
Un esempio
Abbiamo un video proveniente da WhatsApp da circa 180 MB.
Selezioniamo:
Tipo di uscita: Video
Formato: MP4
Dimensione massima: 30 MB
e premiamo Converti.
Il programma converte il filmato e, se il risultato continua a superare i 30 MB, lo divide automaticamente in più parti, ciascuna scaricabile separatamente.
Naturalmente sarà poi il professionista a organizzare i file nei depositi consentiti dal procedimento e dal redattore utilizzato.
E per un messaggio vocale WhatsApp?
Il procedimento è identico.
Se abbiamo ricevuto, ad esempio, una lunga registrazione vocale:
- selezioniamo il file;
- scegliamo Solo audio;
- selezioniamo MP3;
- scegliamo 15, 30, 40 o 50 MB;
- premiamo Converti.
Otteniamo così una registrazione in MP3 e, se necessario, automaticamente suddivisa.
Il file rimane sul computer
C’è poi un aspetto al quale tengo particolarmente.
Un audio o un video utilizzato in un processo può contenere conversazioni private, immagini, dati personali, informazioni sanitarie, commerciali o comunque riservate.
Per questa ragione non mi sembrava opportuno creare l’ennesimo servizio che richiedesse di caricare il documento su un server remoto.
La conversione viene quindi eseguita localmente nel browser, tramite FFmpeg/WebAssembly.
Il file selezionato non viene caricato né conservato sui server di Iapicca.com.
È lo stesso principio che sto utilizzando per le altre utility dedicate alla gestione dei documenti.
Attenzione al limite dei 60 MB
Vale la pena ripeterlo perché è un punto importante.
I 60 MB non rappresentano il limite del singolo allegato nel deposito civile: le specifiche stabiliscono che la busta telematica complessiva non possa superare tale dimensione. Portale Servizi Telematici Giustizia
Per questo aver ottenuto, ad esempio, un video da 50 MB non significa necessariamente che potremo inserirlo in una busta che contiene altri 20 MB di documenti.
La possibilità di scegliere parti da 15, 30, 40 o 50 MB serve proprio a consentire al professionista di organizzare il materiale in funzione del deposito che deve predisporre.
Conserviamo sempre l’originale
Un’ultima raccomandazione.
La conversione produce una nuova versione tecnica della registrazione o del filmato.
Se quel file ha rilevanza probatoria, conserverei sempre anche il file originale così come ricevuto o acquisito, senza modificarlo.
Il convertitore serve a predisporre una copia tecnicamente utilizzabile per il deposito; non è uno strumento di acquisizione o conservazione forense della prova digitale.
Facile, vero?
In sintesi, con un’unica utility possiamo:
partire dal file ricevuto tramite WhatsApp, Android, iPhone o altra applicazione → convertirlo in un formato previsto dal PCT → scegliere la dimensione massima → ottenere automaticamente le parti necessarie → scaricarle sul computer.
Senza installare programmi e, soprattutto, senza caricare il file sui server di Iapicca.com.
Potete provare gratuitamente lo strumento nella pagina Converti e dividi audio e video per il PCT.