Come inserire nell’atto principale collegamenti ipertestuali agli allegati

Come inserire nell'atto principale collegamenti ipertestuali agli allegati

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Premessa

Sarebbe davvero utile, per finalità difensive, porre il giudice subito nelle condizioni di vedere un allegato da noi richiamato nell’atto principale.
Immaginiamo, ad esempio, un ricorso per decreto ingiuntivo ove, nelle premesse, facciamo riferimento a documenti scritti (es. fatture). Il giudice, per valutare la fondatezza del ricorso, dovrebbe fermarsi nella lettura dell’atto per cercare, nel nostro fascicolo telematico, l’allegato che richiamiamo, a volte neanche facile da trovare, perché ognuno di noi ‘nomina’ o ‘chiama’ gli allegati in modo diverso.
Specialmente negli atti più complessi e lunghi, mancando completamente il cartaceo, il giudice potrebbe andare in confusione e scambiare gli allegati che richiamiamo, mettendo a rischio l’accoglimento della nostra richiesta.
Ci vengono in aiuto i c.d. hyperlinks, cioè i collegamenti ipertestuali (per intenderci i links, ovvero quelle parole ‘sottolineate’ su cui clicchiamo per spostarci, nel web, da una pagina all’altra).
E’ possibile, infatti, nei file di word solitamente usati per scrivere atti giudiziari, inserire link o collegamenti sia a siti web che a singoli file, in grado di aprirsi con un semplice clic.
In questo modo il giudice per vedere l’allegato potrà limitarsi a cliccare, durante la lettura, sul relativo link e non dovrà, invece, cercare il file, interrompendo così lo studio dell’atto.

Come inserire nell’atto principale collegamenti ipertestuali agli allegati

Il divieto nell’uso degli elementi attivi nel PCT

L’art. 11 del c.d. regolamento (DM 21/2/11 n. 44) rubricato ‘Formato dell’atto del processo in forma di documento informatico‘ stabilisce che ‘L’atto del processo in forma di documento informatico e’ privo di elementi attivi ed e’ redatto nei formati previsti dalle specifiche tecniche di cui all’articolo 34 ‘.
Il Provvedimento del 16 aprile 2014, contenente le ‘Specifiche tecniche previste dall’art. 34, c1 del d.m. 21 febbraio 2011 n. 44, recante regolamento concernente le regole tecniche per l’adozione, nel processo civile e penale, delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione‘, precisa all’art. 12 lettera b che ‘L’atto del processo in forma di documento informatico, da depositare telematicamente all’ufficio giudiziario, rispetta i seguenti requisiti: a) è in formato PDF; b) è privo di elementi attivi ‘.
Ma cosa deve intendersi per ‘elemento attivo’.
Per capire il motivo di questo divieto dobbiamo andare alla ratio delle norme sul processo telematico, che mirano, per come noto, a rendere immutabile il documento informatico contenente l’atto giudiziario dopo la sua trasmissione nel fascicolo informatico di cancelleria.
Gli elementi attivi sono quelle ‘funzioni’ che consentono, giustappunto, di modificare l’atto giudiziario dopo la sua trasmissione.
Si tratta delle c.d. MACRO, cioè una serie di comandi e istruzioni che vengono raggruppati in un unico comando che permette di completare un’attività automaticamente. Con le macro alcune parti di un file word possono ‘autocompilarsi’ (con l’aggiunta di date, firme, testo). Con le macro è possibile pure mandare in esecuzione ‘virus’ informatici.
Ma la domanda fondamentale, per i fini che interessano questo articolo, è: il link è un elemento attivo?
Risposta: NO.
Del resto è la stessa DGSIA a precisare che ”Privo di elementi attivi” significa “senza macro e senza campi che possano pregiudicare la sicurezza e alterare valori quando il file viene aperto“.
La presenza di un link o di un collegamento ipertestuale ad un file prodotto nel fascicolo telematico, quindi, è possibile e consentito.
Non mancano pareri contrari, come quello del Tribunale di Roma, seconda sezione lavoro, che ha dichiarato inammissibile un ricorso per decreto ingiuntivo, in quanto alcuni dei documenti depositati telematicamente in allegato ad esso contenevano collegamenti ipertestuali.

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Guida pratica

E’ necessario premettere che affinché tutto funzioni per bene è opportuno che i file allegati al ricorso, nonché il file contenente il ricorso, si trovino nella stessa cartella.
Detto ciò passiamo alla pratica.
Una volta aperto il documento word contenente il ricorso, sottolineate col passaggio del mouse il testo ove viene richiamato l’allegato.
Basta un clic col pulsante destro per far apparire il menu a tendina, dal quale selezionare la voce COLLEGAMENTO.
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Si aprirà la finestra nella quale potrete scegliere il file da allegare che, nel nostro caso è allegato001_titolo.pdf.
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Se l’operazione è andata a buon fine, il testo risulterà sottolineato come un hyperlink e cliccando sulla parola tenendo premuto CTRL, l’allegato si aprirà in automatico.
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Dopo la trasformazione in PDF il file manterrà le informazioni sul collegamento ipertestuale.
Basterà cliccare sul link, quindi, per ottenere l’automatica apertura dell’allegato, previa comparsa di una finestra di pop up che ci chiederà se il collegamento è attendibile.
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Comodo, vero?

About Michele Iapicca 249 Articoli
Ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Messina nel 2001. Ha svolto la pratica forense presso lo Studio Legale Provenzano in Cosenza, conseguendo l’abilitazione nel 2003. E' stato premiato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza, con la Toga d’argento, nell'anno 2004. E’ iscritto all’albo dei Conciliatori presso la Camera di Commercio di Cosenza ed è attualmente Conciliatore presso lo stesso Ente. E’, altresì, iscritto nell’albo degli Arbitri presso la Camera Arbitrale ‘C. Mortati’ della CCIAA di Cosenza. Il suo nominativo è presente sia nell’albo dei difensori di ufficio che in quello del gratuito patrocinio per i non abbienti (nella sezione diritto civile). Si occupa prevalentemente di diritto civile, fallimentare, separazioni e divorzi, appalti, infortunistica in generale, recupero crediti ed esecuzioni, diritto tributario, consulenza specialistica ad imprese.