Primi bug del PCT: che fine ha fatto il fascicolo digitale del monitorio nella causa di opposizione a decreto ingiuntivo?


CHE FINE HA FATTO IL FASCICOLO MONITORIO?
A cura dell’Avv. Fabio Cundari (Coordinatore Commissione Informatica presso il CdO Avv. di Cosenza).

Come è noto oggi, per depositare un ricorso per decreto ingiuntivo, v’è l’obbligo di attivare la procedura civile telematica. Niente più carta in cancelleria e fascicoli sotto braccio.
Tutto rigorosamente espresso in documenti informatici, contenuti nella nostra busta digitale: il ricorso in formato nativo digitale e la procura alle liti entrambi sottoscritti con firma digitale, le fatture, l’estratto dai libri contabili, il calcolo degli interessi moratori, il contratto a base dell’obbligazione, la nota di iscrizione a ruolo, insomma tutti i nostri allegati rigorosamente allineati, numerati e scansionati in digitale e poi inviati in cancelleria, dopo aver firmato anche la busta cosi creata con la nostra fiammante pennetta, tramite uno dei molti redattori, gratuiti e non, reperibili su piazza.
We Can, ci dicevamo, con tono di malcelato sussiego.
L’operazione, è vero, richiede un certo tempo, molta attenzione e una buona dimestichezza con gli strumenti che dobbiamo utilizzare, ma è utile perché riduce i tempi, ed è nobilissima in quanto mira a far risparmiare fiumi di inchiostro, e di carta, tanta carta da poter coprire in un anno, si è calcolato, l’intero tratto autostradale che va da Palermo a Milano.
Il risparmio della carta, val bene qualche iniziale intoppo e certo rappresenta un’ottima prospettiva per il futuro nonché lo svelato obiettivo primario del PCT: il sostegno della green economy che tenga conto dell’impatto ambientale.
Verrebbe da dire, al miope osservatore, che seppur limitatamente ai ricorsi per Decreto Ingiuntivo, il primo nobile obiettivo del PCT, sembrerebbe raggiunto.
Ma è proprio così ? Proviamo ad inforcare gli occhiali e guardiamoci meglio dentro…
In caso di opposizione a D.I. l’atto di citazione dell’opponente, poiché atto introduttivo, è da produrre in formato cartaceo.
Parimenti, anche il convenuto opposto, costituendosi in giudizio, deve depositare il proprio fascicolo in formato cartaceo.
Va bene, direbbe il miope, “almeno il monitorio non ha prodotto carta!!!”
Ma andiamo a vedere!

Forse non tutti sanno che la consolle del magistrato, per come è stata approntata attualmente, non consente affatto al giudice investito dell’opposizione, di apprendere il fascicolo monitorio che, infatti, conserva altro numero di R.G..
Il fascicolo monitorio quindi, tutto in digitale, resta sopito ed inamovibile in una bella directory visibile solo dal quel magistrato del monitorio che ha ormai esaurito la sua procedura.
Nulla vede invece il magistrato dell’opposizione.
Sussurra il miope: “Ed io, convenuto in opposizione, come faccio ad allegare il fascicolo del monitorio al mio fascicolo di parte se, in cancelleria, esiste solo in formato telematico ed il giudice dell’opposizione non può vederlo???
Semplice caro miope, non hai scelta: “te lo scarichi tutto dal Polisweb, lo stampi nel tuo studiolo, dopo averne asseverato le copie per attestarne la conformità agli originali del fascicolo telematico, da cui dici di averli tratti, ne fai un bel fascicolo cartaceo e lo alleghi al fascicolo dell’opposizione, esattamente come facevi il secolo scorso !!!”.
“Ma con il PCT non si risparmiava tempo, carta ed inchiostro ????”.
“Si certo, ma il loro, non il tuo !!!”

Miracolo!!
Anche il miope, come per incanto, ricomincia a vedere chiaro!
E riassume con tono interrogativo: “Quindi PRIMA questo deposito era solo cartaceo; ORA è telematico + cartaceo!”
Si, il miope ora ha proprio visto giusto!!!

Il problema, segnalato alle autorità informatiche nazionali, proprio dal Foro di Cosenza, in persona del non miope coordinatore della Commissione informatica, risulta essere allo studio da parte dei tecnici incaricati dal Ministero che dovrebbero, bontà loro, risolvere il bug per consentire al magistrato dell’opposizione di vedere direttamente, senza bisogno di nostra allegazione, il fascicolo digitale del monitorio !!!.
Ci riusciranno?
Saluti.
Avv. Fabio Cundari

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Ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Messina nel 2001. Ha svolto la pratica forense presso lo Studio Legale Provenzano in Cosenza, conseguendo l’abilitazione nel 2003. E' stato premiato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza, con la Toga d’argento, nell'anno 2004. E’ iscritto all’albo dei Conciliatori presso la Camera di Commercio di Cosenza ed è attualmente Conciliatore presso lo stesso Ente. E’, altresì, iscritto nell’albo degli Arbitri presso la Camera Arbitrale ‘C. Mortati’ della CCIAA di Cosenza. Il suo nominativo è presente sia nell’albo dei difensori di ufficio che in quello del gratuito patrocinio per i non abbienti (nella sezione diritto civile). Si occupa prevalentemente di diritto civile, fallimentare, separazioni e divorzi, appalti, infortunistica in generale, recupero crediti ed esecuzioni, diritto tributario, consulenza specialistica ad imprese.