Cassazione: legittimo il licenziamento del dipendente che abbandona il posto di lavoro per un malessere e poi viene sorpreso in un bar


La Corte di Cassazione, con sentenza n. 2870 del 24 febbraio 2012, ha affermato che è da ritenersi legittimo il licenziamento intimato ad un lavoratore che, simulando un malessere, aveva abbandonato il posto di lavoro e poco dopo era stato sorpreso ad intrattenersi in un vicino bar. La Suprema Corte precisa che nel caso di specie, la corte territoriale – che aveva invece affermato l’illegittimità del licenziamento – aveva ritenuto, senza alcuna concreta motivazione, che il fatto contestato al dipendente non era tale da incidere irrimediabilmente sul rapporto di lavoro, violando in tal modo il principio per cui in ipotesi di licenziamento per giusta causa di cui ali art. 2119 c.c., il giudice deve valutare tutte le circostanze del caso concreto anche con riferimento alle particolari condizioni in cui è stato posto in essere, ai modi, ai suoi effetti e all’intensità dell’elemento volitivo dell’agente; che i precedenti disciplinari del lavoratore, pur gravi, non essendo stati contestati, risultavano irrilevanti, in contrasto con i principi secondo cui in tema di sanzioni disciplinari, il principio, in base ai quale non può tenersi conto ad alcun effetto delle sanzioni disciplinari decorsi due anni dalla loro applicazione, rileva ai fini della recidiva ma non impedisce la valutazione delle precedenti sanzioni ai fini dell’esame, sotto il profilo soggettivo, della giusta consistenza del fatto addebitato. I Giudici di legittimità, accogliendo il ricorso del datore di lavoro avverso la decisione della corte di merito che, pur avendo ritenuto verosimile la simulazione del dedotto malessere del dipendente, ritenne non provata la causale del licenziamento, cassano la sentenza impugnata e rinviano ad altra corte d’appello.

Tratto da: Cassazione: legittimo il licenziamento del dipendente che abbandona il posto di lavoro per un malessere e poi viene sorpreso in un bar
(Fonte: StudioCataldi.it)

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Ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Messina nel 2001. Ha svolto la pratica forense presso lo Studio Legale Provenzano in Cosenza, conseguendo l’abilitazione nel 2003. E' stato premiato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza, con la Toga d’argento, nell'anno 2004. E’ iscritto all’albo dei Conciliatori presso la Camera di Commercio di Cosenza ed è attualmente Conciliatore presso lo stesso Ente. E’, altresì, iscritto nell’albo degli Arbitri presso la Camera Arbitrale ‘C. Mortati’ della CCIAA di Cosenza. Il suo nominativo è presente sia nell’albo dei difensori di ufficio che in quello del gratuito patrocinio per i non abbienti (nella sezione diritto civile). Si occupa prevalentemente di diritto civile, fallimentare, separazioni e divorzi, appalti, infortunistica in generale, recupero crediti ed esecuzioni, diritto tributario, consulenza specialistica ad imprese.

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